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Il Movimento dos trabalhadores rurais Sem Terra (MST)
nasce alla fine degli anni Settanta nel
Sud del Brasile, diventando presto un punto di riferimento
importante per i contadini poveri di
tutto il Brasile. L’obiettivo principale del MST è la realizzazione
di una riforma agraria che
garantisca la sopravvivenza a tutte le famiglie contadine del Paese,
mediante la richiesta di
espropriazione dei latifondi non sfruttati adeguatamente.
Il MST persegue questo obiettivo
attraverso l’occupazione pacifica delle terre incolte e la rivendicazione
di una maggiore giustizia
sociale. A livello nazionale, sono centinaia gli insediamenti agricoli
realizzati grazie all’azione dei
contadini del MST.
A causa del loro impegno per la giustizia, centinaia di contadini senza terra,
sacerdoti, sindacalisti e responsabili di comunità sono stati uccisi
per mano delle bande paramilitari
assoldate dai latifondisti, con la connivenza di uomini politici e
funzionari locali.
Riguardo alla situazione sociale del Brasile, l’attuale
Presidente Lula ha dichiarato:
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Il Brasile è il Paese delle grandi contraddizioni, in cui la presenza
di enormi ricchezze e risorse
naturali convive con terribili ingiustizie sociali e dove 34 milioni
di poveri abitano terre fertili e
immense, che non possono coltivare perché di proprietà dei
latifondisti e delle società
multinazionali. La povertà delle campagne spinge decine di
milioni di braccianti senza terra
nelle città, dove sopravvivono a stento.