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Castello è il più alto quartiere della città: appare erto ed isolato sull'altura appuntita che,
soprattutto se vista dal mare, spicca fra le altre colline cagliaritane.
Castello è un belvedere impareggiabile. Il monumento più importante di Castello è
la Cattedrale di S. Maria,
che sorge nella piazza Palazzo e domina la sottostante piazza Carlo Alberto,
di cui costituisce un suggestivo fondale.
A destra della cattedrale e all'imbocco della via Duomo
si trova la Chiesa della Speranza, ora sconsacrata.
In piazza Palazzo, disposto perpendicolarmente rispetto alla cattedrale sorge pure il
vecchio Municipio. A sinistra della cattedrale la piazza si completa con l'Arcivescovado.
Ancora sullo stesso frontestrada sorge contiguo il Palazzo Reale, o anche Palazzo Viceregio.
Scegliendo il secondo percorso, che conduce alla parte più bassa di Castello,
si possono vedere e visitare diversi monumenti. Per la via Genovesi
(al cui imbocco si trova la modesta casa Brondo, segnalata da un pretenzioso portale
barocco in marmo che le ha guadagnato il pungente epiteto, divenuto popolare, di portone
senza palazzo) si raggiunge la Chiesa di S. Maria del Sacro Monte di Pietà
(chiusa in attesa di restauri). Superando il voltone si accede ai bastioni
di S. Croce e di S. Giovanni, e alla Basilica di S. Croce. In prossimità di questa chiesa,
nella via Corte d'Appello, sorge l’ex Palazzo Mauriziano. Ancora percorrendo gli antichi
bastioni, nella via S.Giuseppe si raggiunge la chiesa omonima costruita dagli Scolopi nel
1641, attualmente chiusa. Attraversando la torre dell' Elefante, gemella della torre di
S. Pancrazio e costruita anch'essa da Giovanni Capula nel 1307,
non si potrà fare a meno di notare il piccolo elefante posto di lato alla porta.
Si entra quindi nella via Università dove, nell'ordine, si innalzano il palazzo
dell'Università e quello dell' ex-Seminario Tridentino. Uscendo da via Università,
si lasciano a sinistra i ruderi del teatro Civico, realizzate da Gaetano Cima
nella seconda metà dell'Ottocento, su un originario impianto settecentesco di
Belgrano di Famolasco e distrutto dai bombardamenti aerei nel 1943, e più in alto,
sulla via Mario De Candia, lo scenografico palazzo Boyl, costruito nel 1840 e
inglobante alcuni resti della torre pisana dell'Aquila. Attraversando porta dei Leoni,
battezzata così dalle due protomi leonine romaniche che ornano la fronte esterna,
si esce da Castello e si entra in Marina.
Allontanandosi da quello che un tempo era il centro politico, religioso e amministrativo della
città e percorrendo via Martini (dove si apre un recentissimo belvedere con ampia vista sulla
pianura sottostante e dove è visitabile la chiesa di S. Lucia, a impianto gotico-aragonese
fine '400, con qualche sovrapposizione barocca) si raggiunge la piazza Indipendenza.
Attraversato l'arco sotto il palazzo delle Seziate si arriva in piazza Arsenale,
che prende nome dallo stabilimento militare un tempo esistente fra porta Cristina e
la torre di S. Pancrazio. Dalla ristrutturazione dell'insediamento è nata la
Cittadella dei Musei. Ritornando indietro ed imboccando la via Lamarmora,
all'altezza del settecentesco palazzo Amat recentemente restaurato,
si trova sulla destra la Chiesa della Purissima (chiusa in attesa di restauri).
Più avanti, superata sulla sinistra la casa del grande tenore ottocentesco Mario De Candia,
indicata con una lapide, si arriva alla piazza Carlo Alberto. Da via Lamarmora si possono
scegliere due direttrici: percorrere il quartiere a monte, risalendo per via Canelles,
via Duomo e via del Fossario, oppure scendere a valle per le vie Genovesi,
S. Giuseppe, S. Croce e Corte d’Appello. Il primo itinerario si snoda per
via del Fossario (nome dovuto ad un antico cimitero) e si affaccia sul bastione di S.Remy.
Scendendo per la scalinata, che porta al quartiere di Villanova, si apre a sinistra una
passeggiata coperta: dopo i lavori di restauro non è ancora definita la sua precisa
destinazione.